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Allarme Coronavirus, le regioni si muovono in modo autonomo: tutte le decisioni prese

Allarme Coronavirus, le regioni si muovono in modo autonomo: tutte le decisioni prese

Rendere più semplice il tracciamento dei contagi e iniziare a fare i tamponi rapidi dal medico di famiglia o in farmacia. Mentre la curva dei positivi continua a salire, Governo e Regioni provano a correre ai ripari. Francesco Boccia convoca i governatori e annuncia loro la creazione di un bando della Protezione civile per 2mila operatori da inviare nelle Asl. L’intenzione, spiega, è quella di creare una squadra subito operativa per “potenziare le reti sanitarie e rafforzare le operazioni di tracciamento”.

L’intenzione del Governo

Il bando, che secondo il capo della Protezione civile Angelo Borrelli potrà essere pubblicato tra domani e sabato in modo da mandare gli operatori sui territori “nel giro di qualche giorno”, sarà rivolto ad un doppio profilo: 500 persone faranno data entry o richiesta informazioni sulle procedure da seguire e 1500 operatori socio sanitari effettueranno tamponi, test e tracciamento. Per limitare le code chilometriche registrate ai drive-in negli ultimi giorni, poi, Roberto Speranza annuncia l’intenzione di siglare una convenzione con i medici di base e iniziare una sperimentazione nelle farmacie (come sta già avvenendo a Trento) per effettuare i test antigenici. I governatori apprezzano, ma il continuo aumento dei contagi spinge alcuni di loro ad andare avanti con le strette sui territori.

Come si stanno muovendo le regioni

In Campania, Vincenzo De Luca firma l’ordinanza che chiude “tutte le attività commerciali, sociali e ricreative” dalle 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo. Da lunedì, scuola a distanza in Puglia per gli ultimi anni delle superiori e forte raccomandazione per i datori di lavoro pubblici e privati ad utilizzare lo smart working e differenziare l’orario di servizio del personale in presenza, per evitare “i continui picchi di utilizzo del trasporto pubblico”. Francesco Acquaroli nelle Marche riduce al 60% la capienza massima per i trasporti pubblici e prevede la didattica a distanza al 50% per gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori. La nuova ordinanza ferma la movida fuori da bar e ristoranti e vieta l’alcol nei parchi e nelle aree verdi; vengono confermate e rafforzate le regole antiassembramento e anticontagio per i centri commerciali (una persona ogni 10 metri quadrati), e le palestre; le sale gioco e le sale bingo aprono alle 8 e chiudono alle 21.

Anche la Sardegna valuta il il blocco delle attività notturne, come già fatto da Lazio, Campania e Lombardia. Entro il week-end il governatore Christian Solinas potrebbe emanare una nuova ordinanza con nuovi provvedimenti: al vaglio una sorta di lockdown ‘stop&go’ di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti. In Veneto, Luca Zaia intende continuare a resistere: “Mascherine, no lockdown”, insiste ma annuncia un’ordinanza per “alleggerire gli assembramenti: ci servirà creare meno contatto possibile”, spiega. Anche le città si blindano. A Roma il prefetto Matteo Piantedosi annuncia l’intenzione di perimetrare dalle 21 fino a dopo le 24, a partire da venerdì sera, le tradizionali piazze della movida, da Campo dei Fiori al Pigneto, e poi anche piazza Madonna dei Monti e Trastevere.

Chiara Appendino firma la stretta per Torino, prevedendo per due aree a rischio assembramenti – la prima compresa tra le vie Cesare Balbo, via Buniva, corso Regina Margherita e via Vanchiglia e una seconda che riguarda tutta via Matteo Pescatore – il divieto di accesso nelle ore notturne, dalle 22.30 alle 5 del giorno successivo, eccezion fatta per i residenti, per chi si reca a far loro visita, e per coloro che si recano in locali pubblici per il solo tempo della consumazione al tavolo.

Le reazioni differenziate, però, non piacciono al Pd che avvisa Giuseppe Conte. “Rispondere in 20 modi diversi a un’emergenza così violenta e diffusa crea un indebolimento della risposta, di cui c’è traccia anche nell’ultimo Dpcm. Dover sempre mediare fra letture diverse del fenomeno induce una capacità di reazione attenuata”, dice chiaro Andrea Orlando. Domani una nuova riunione di coordinamento tra Governo e Regioni potrebbe essere convocata proprio per tentare di trovare “un’ omogeneità sulle ordinanze”. Boccia loda il “buon equilibrio tra salute, scuola e trasporti raggiunto in alcune ordinanze che possono essere un modello condiviso”. L’idea è quella di uniformare anche la disciplina della Dad. “Bene Lazio, Piemonte e Basilicata”, spiega il ministro per gli Affari regionali, mentre resta il pressing su Lombardia e Campania”. La ricerca di una misura comune di contenimento del virus su tutto il territorio nazionale – è la linea – va comunque ‘proporzionata’ all’aumento dei contagi. “Per il momento”, viene assicurato, lo stop agli spostamenti tra Regioni non è sul tavolo.

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Mariacarmela Fucci
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