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Accusata di aver avvelenato le figlie, mamma dichiarata innocente. L’avvocato: “Storia viziata da superficialità e pregiudizio”

Accusata di aver avvelenato le figlie, mamma dichiarata innocente. L'avvocato: "Storia viziata da superficialità e pregiudizio"

Vittoria è nata ad agosto del 2015. La piccola fin da subito ha capito di essere destinata a lottare. Prima per la propria vita. E adesso per tornare a stare tra le braccia della madre. Stessa situazione per la sorellina poco più grande, Asia. Entrambe hanno trascorso diversi mesi ricoverate in due ospedali diversi. Entrambe da tre anni sono costrette a stare lontane da Marina Addati, la mamma.

Marina è stata dichiarata lo scorso luglio (presso il Tribunale di Roma) e questo novembre (dal Tribunale di Napoli) innocente, rispetto ad un’accusa gravissima: quella di aver tentato di uccidere VittoriaAsia avvelenandole. Per questo ha subito ingiustamente una detenzione di 28 mesi di cui 18 dentro una cella.

Sembrava che la malata fosse lei. Sembrava che Marina fosse affetta dalla sindrome di Munchausen. Si tratta di un disturbo “fittizio” che spingerebbe una persona a fare del male “ad altri per procura“. Era questa la tesi dei magistrati delle Procure di NapoliRoma. Invece ad avere una struttura matabolica particolare, purtroppo, sono VittoriaAsia.

Le due bambine avrebbero quello che la difesa, grazie ad una consulenza effettuata dal dottor Ennio Marinelli (medico dell’Università Sapienza di Roma), e dal dottor Giulio Mannocchi (chimico tossicologo) ha presentato come “metabolismo infantile“. In pratica, le due bimbe hanno un sistema metabolico particolare rispetto alla norma. Questo ha causato un’assimilazione molto più lenta dei farmaci da parte del loro organismo. Il primo ricovero delle piccole c’è stato a cavallo tra il 2015 e il 2016.

I medici, del Bambin Gesù di Roma e del Santobono di Napoli non hanno rilevato quello che noi siamo riusciti a dimostrare presentando ai giudici i dati scientifici e le cartelle cliniche di VittoriaAsia – ha detto a Il Rinascimento l’avvocato difensore Domenico Pennacchio -. La più piccola è stata ricoverata appena nata ed ha subito i ricoveri fino a marzo del 2016. La più grande è stata ricoverata per la prima volta a novembre del 2016 per poi uscire dall’ospedale anche lei a marzo dell’anno successivo”.

Invece la madre, “è stata allontanata dalle figlie il 28 dicembre del 2016 ed è stata arrestata dopo 17 giorni, il 15 gennaio del 2017. – ha continuato l’avvocato PennacchioÈ stata nel carcere di Pozzuoli dal quale è stata trasferita a causa di un tentato linciaggio. Ha subito il dramma della detenzione con l’accusa di aver ucciso le proprie figlie. Poi è risultata innocente, eppure ancora oggi ancora non è riuscita ad abbracciare Asia e Vittoria“.

Tutto ha avuto inizio quando Vittoria è arrivata presso il nosocomio napoletano con i seguenti sintomi: vomito, diarrea e successivamente cianosi, oculogie e irrigidimento del corpo. I medici hanno ipotizzato che la piccola potesse essere affetta da epilessia. Di conseguenza le hanno somministrato i dovuti farmaci. La piccola non ha reagito bene e a gennaio del 2016 è finita in coma. I dottori hanno sospeso la cura ma dopo un mese si sono resi conto che nell’organismo di Vittoria c’erano ancora tracce dei medicinali.

A quel punto il sospetto si è fatto strada nella mente dei medici: la bambina è stata avvelenata. Dopo due mesi Vittoria è guarita ed è tornata a casa. Marina è stata segnalata una prima volta al Tribunale dei minori. Ma quando a novembre del 2016 anche Asia ha subito un ricovero urgente, il sospetto è divenuto quasi una certezza.

Asia è stata vittima di una violenta crisi respiratoria e nel suo organismo, dopo essere stata trasferita presso l’ospedale capitolino, c’erano ancora tracce di benzodiazepineMarina è finita di nuovo nel mirino. Per fortuna la difesa ha dimostrato che il farmaco era ancora nel corpo della bimba perché le era stato somministrato durante un precedente ricovero al Santobono. E qui è entrato in gioco il parere del consulente della difesa. Grazie alla scoperta per la quale Vittoria e Asia sono affette da questo particolare metabolismo infantile, è stato possibile dimostrare che il loro organismo non è stato in grado di assimilare bene tutti i medicinali assunti nei vari ricoveri.

Anzi, le massicce dosi di medicine hanno come “ingolfato” l’organismo delle piccole. “Si è trattato sicuramente di un caso, dal punto di vista sanitario, molto particolare. Un episodio che aveva scarse probabilità di accadere. Eppure si è rivelata una brutta storia, una vicenda grave – a mio modo di vedere – avvelenata, concedetemi il gioco di parole, dalla superficialità e dal pregiudizio“, ha affermato l’avvocato Pennacchio. Il legale ha dichiarato che adesso, “la difesa aspetterà la decisione della Procura per una probabile richiesta di Appello. Ma noi siamo fiduciosi perché le motivazioni che il Tribunale ha dato della sentenza sono molto chiare e nette“.

Mi auguro – ha concluso l’avvocato Pennacchio – che Marina possa rivedere e abbracciare al più presto le figlie. Lo spero soprattutto per Vittoria e Asia. Per questo e per loro non smetteremo di lottare e di far valere le nostre ragioni“.

Salvatore Fucci
Salvatore Fucci