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A casa i 18 pescatori sequestrati in Libia, lacrime e abbracci: “Trattati malissimo”

Dopo tre mesi e mezzo sono rientrati a Mazara del Vallo i 18 pescatori sequestrati in Libia dal 1 settembre scorso. Sbarcati a bordo di due pescherecci, sono stati sottoposti a tampone antigenico e sono risultati tutti negativi. Un secondo tampone anti-covid, di tipo molecolare, è stato effettuato e i risultati arriveranno nelle prossime ore. I pescatori potranno ora tornare nelle loro case.

Mentre le due imbarcazioni si dirigevano verso il molo dove ad attendere i pescatori c’erano i familiari, sono suonate ‘a festa’ le sirene del porto di Mazara del Vallo. Tanti e lunghi gli abbracci tra pescatori e familiari, madri, mogli, figli, fratelli e sorelle che erano presenti al porto ad aspettare il loro ritorno.

“Ci hanno trattato malissimo”, sono state le uniche parole pronunciate da Pietro Marrone, il Comandante della Medinea che ha appena lasciato il porto di Mazara del Vallo. “Sono felice di essere tornato a casa”, ha aggiunto il capitano affiancato dalla madre Rosetta, 74 anni, che non ha mai smesso di lottare nei 108 giorni di sequestro.

Redazione
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