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Dopo Conte c’è il voto. Zingaretti chiude al governissimo

Lo ho detto a tutti, ai parlamentari e ai ministri : adesso basta, abbassiamo i toni, evitiamo polemiche, non raccogliamo provocazioni, né all’interno né all’esterno. Su ogni questione facciamo una proposta, non alimentiamo la protesta”. Lo afferma Nicola Zingaretti, segretario del Pd ed governatore del Lazio, in una intervista a La Stampa. “Capisco chi a volte pretenderebbe che alzassimo la voce e mostrassimo i muscoli. Ma finora i risultati ci danno ragione. Quando è nato questo governo i Cinque Stelle lo volevano ad ogni costo, forti del loro 32%. Io non ero convinto, ma ci sono entrato con il mio 16%, per il bene dell’Italia. Loro pensavano di dettare l’agenda, e di svuotare il Pd in pochi mesi. Ora sta succedendo l’esatto contrario.

Il Movimento si sta dividendo, senza afflato unitario, né slanci di condivisione, e sta perdendo consensi. Noi, che invece teniamo una posizione seria e coesa, stiamo risalendo la china, e ormai siamo a un passo dalla Lega. Il Pd sta consolidando il suo ruolo: il partito delle istituzioni, il pilastro sul quale si regge il governo, in una delle fasi più difficili della storia repubblicana”. “Non so cosa ci riserva il futuro – conclude – ma so per certo che dobbiamo andare avanti. Per fare cosa? Intanto, gestire con ordine questa drammatica crisi, evitando pericolose derive protestatarie. E poi gettare le basi per la ripartenza, che sarà difficile ma non impossibile, se tutti facciamo la nostra parte. Del resto, mi dica lei, qual è l’alternativa? C’è chi vuole buttare giù Conte, ma le sembra possibile, in questo momento e con questo Parlamento? Vede altri leader o altre maggioranze all’orizzonte? Via, siamo onesti. Smettiamola con la fantapolitica e mettiamoci tutti a lavorare, per il bene dell’Italia”.

Redazione
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